Da uno sguardo nasce una comunità
La giornata di Padre Arsenio in IMC Milano
Ogni comunità cresce attorno a uno sguardo che la precede. Uno sguardo che orienta, che genera, che continua a dare forma al presente.
La Festa di Padre Arsenio, celebrata il 9 e 10 dicembre, è stata l’occasione per tornare a quello sguardo e riconoscerne la forza ancora viva nella quotidianità della scuola. Un tempo disteso, attraversato da gesti diversi, tenuto insieme da una trama comune che rende una scuola una comunità.
Uno sguardo che ancora educa
Padre Arsenio non è stato ricordato come una figura del passato, ma riconosciuto nello sguardo che ancora abita la vita della scuola. Uno sguardo capace di accorgersi delle persone, di accompagnare i cammini, di dare valore a ciò che cresce.
Uno sguardo semplice e attento, che ispira il modo di stare accanto ai bambini e ai ragazzi, di accompagnarli nella crescita, di costruire una scuola fondata sulla relazione, sulla fiducia, sulla responsabilità condivisa.
In questo sguardo l’educazione trova la sua forma più autentica: presenza, cura, fedeltà al quotidiano.
Una comunità in cammino
La giornata di martedì si è aperta in un clima di silenzio e raccoglimento, con un tempo dedicato alla preghiera e all’adorazione. Un tempo di sosta e di affidamento, vissuto senza fretta, che ha preparato il cuore alla Festa.
Il giorno successivo, fin dal mattino, la Festa ha preso forma nei gesti concreti della vita scolastica. I ragazzi delle Superiori hanno preparato giochi e attività per gli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado e della Primaria, entrando in relazione con attenzione e responsabilità. Il gioco è diventato linguaggio condiviso, occasione di incontro tra età diverse, esperienza di crescita vissuta insieme.
La merenda del mattino, preparata dai genitori per tutti gli alunni — dall’Infanzia alle Superiori — ha preso forma nel tempo dedicato e nella presenza condivisa. C’è stato chi ha preparato, chi ha distribuito, chi è rimasto a stare. Quel tempo si è allargato in una colazione condivisa con le Suore.
Nel corso della giornata, i momenti di incontro per i ragazzi della Primaria, delle Medie e delle Superiori hanno dato forma concreta al senso di questa ricorrenza.
Il pomeriggio e la sera: un tempo abitato
Il pomeriggio e la sera hanno aperto la Festa alle famiglie e alla città, trasformando la scuola in uno spazio condiviso.
La celebrazione eucaristica del pomeriggio, presieduta dall’Arcivescovo Mario Delpini, è stata accompagnata dal Coro di Mantova. Il canto ha sostenuto la preghiera, intrecciando parola, musica e silenzio in un clima di partecipazione profonda.
Dopo la celebrazione, l’apericena conviviale ha riunito oltre trecento persone. Famiglie, studenti, docenti, amici della scuola: volti e generazioni raccolti attorno al desiderio di restare, di condividere, di prolungare quel tempo insieme.
La serata è proseguita con la musica gospel dei The Golden Guys. Un’ora e mezza di voci, ritmo e partecipazione, in cui il canto ha attraversato la comunità, invitando a cantare insieme e a vivere la gioia come esperienza condivisa.
Un tempo abitato.
Uno sguardo che guarda lontano
Molti hanno scelto di accompagnare la propria presenza con un gesto di sostegno alla Fondazione Padre Arsenio. Un gesto concreto, capace di legare il presente a un futuro da costruire con responsabilità.
Educare significa tenere insieme cura e visione, attenzione al quotidiano e apertura al domani.
Da dove veniamo, per sapere dove andare
La Festa del Fondatore non è una parentesi nel calendario scolastico. È una bussola.
Ricorda chi siamo, perché esistiamo come scuola e quale sguardo scegliamo di coltivare ogni giorno: nelle aule, nei corridoi, nelle relazioni.
Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa Festa. E a chi, con la propria presenza, l’ha resa viva.