Per vivere l’Odissea, servono buoni compagni di viaggio
Ci sono attività che servono a iniziare un anno scolastico e attività che, in qualche modo, ne anticipano già il significato.
Per i ragazzi di seconda Secondaria di I grado, l’anno è cominciato con Ulisse.
Non soltanto con il protagonista dell’Odissea studiato tra le pagine di un libro, ma con un uomo che attraversa prove, incontra ostacoli, sbaglia, riparte e continua a cercare la strada verso casa.
È questo il filo che ha guidato l’attività di inizio anno: entrare nella storia per provare a riconoscere qualcosa di sé.
Nella traccia proposta ai ragazzi, Ulisse diventa infatti una figura capace di accompagnare il percorso dell’anno scolastico. Dopo la guerra di Troia riparte verso Itaca e, lungo il viaggio, ogni difficoltà potrebbe diventare un motivo per fermarsi o dimenticare ciò che desidera. Eppure continua a cercare, a interrogarsi, a rimettersi in cammino.
Un viaggio fatto di incontri
Per raccontare questo percorso, i ragazzi hanno incontrato alcuni degli episodi più significativi legati alla figura di Ulisse.
C’è Polifemo, di fronte al quale Ulisse sceglie di chiamarsi “Nessuno”, ma poi non riesce a rinunciare fino in fondo al proprio nome, alla propria identità, al bisogno di dire: “io sono Ulisse”.
C’è Calipso, nell’interpretazione di Cesare Pavese: un’isola in cui apparentemente non manca nulla, ma che non riesce a spegnere in Ulisse il desiderio di tornare a Itaca. “Quello che cerco l’ho nel cuore” diventa allora una delle chiavi dell’intero percorso.
E c’è l’Ulisse di Dante, che invita i propri compagni a non accontentarsi, a seguire “virtute e canoscenza”: il desiderio di conoscere il mondo e, attraverso il mondo, conoscere sempre un po’ di più anche sé stessi.
I docenti dentro la storia
Ed è qui che l’attività cambia prospettiva.
A guidare i ragazzi non ci sono soltanto racconti, prove e obiettivi da raggiungere. Ci sono anche i loro docenti, che scelgono di entrare personalmente nella storia: Polifemo, Circe, Calipso e gli altri personaggi dell’Odissea prendono forma attraverso di loro.
Non per mettere in scena uno spettacolo.
Ma per dire, anche attraverso un gesto semplice, che educare significa stare dentro il cammino dei ragazzi.
Accompagnarli nelle domande, nelle prove, nei momenti in cui è facile perdere la direzione. E ricordare loro che crescere non è un viaggio da compiere da soli.
La traccia dell’attività si chiude proprio così: Ulisse si rivolge ai suoi compagni, perché per affrontare un viaggio servono buoni compagni di avventura.
Un modo per iniziare l’anno
Per questo l’Odissea è diventata qualcosa di più di un testo da studiare.
È diventata una domanda con cui iniziare l’anno:
che cosa desidero?
che cosa mi aiuta a riconoscere la mia strada?
chi sono i compagni con cui vale la pena percorrerla?
Domande grandi, forse.
Ma è proprio dalle domande grandi che spesso cominciano i viaggi più interessanti.
E quest’anno, per i nostri ragazzi di seconda Secondaria di I grado, il viaggio è cominciato così:
con Ulisse, una direzione da cercare e buoni compagni di viaggio accanto.
Alcuni momenti dell’attività